22 Settembre 2020
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La fragilità del settore alberghiero e del turismo, causa effetto Coronavirus

Personal Branding, Gestire un Hotel, Lifestyle
scritto da Mario Whitehead il 31-03-2020 10:36
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Nuovo anno, nuovi problemi.
Questa volta è un problema che mette in ginocchio tutto il sistema turismo causato dal diffondersi del Coronavirus: è un disastro su tutti i fronti, dai viaggi studio e di business, ai viaggi di piacere in entrata e in uscita dall'Italia.
E' uno tsunami per tutti.
Come tutti sapete, il sistema Italia si caratterizza per la grande presenza di piccole e medie aziende.
Proprio per questo il sistema turistico italiano e tutto l'indotto che ne deriva è al collasso.
Per esperienza personale, avendo una struttura alberghiera, ho capito che la nostra struttura, così come molte altre, anche esterne al nostro settore, sono troppo piccole e troppo fragili per poter far fronte a questo effetto disastroso causato dal Coronavirus.
Questo per colpa di una politica di austerità imposta dall'Europa e, la scarsa esperienza dei nostri rappresentanti politici, che ha portato negli ultimi dieci anni il Governo italiano a tassare fino allo sfinimento le aziende italiane, lasciandole negli anni senza alcun margine di guadagno per poter affrontare una crisi simile.
Per questo, non bisogna illudersi che quando tutto cio' passerà, il turismo in Italia ed il sistema aziendale in generale, potranno ripartire velocemente.
Perché chi sopravvivrà, necessiterà di almeno un anno per poter ripristinare la situazione lavorativa che si è improvvisamente interrotta nei primi giorni di Febbraio.
Il problema più grande da valutare, che a mio avviso questo Governo non vuole comprendere è che questi mesi persi non saranno più recuperati.
Quindi il problema non può essere risolto slittando semplicemente i pagamenti per aziende e cittadini, ma per consentire a tutti di sopravvivere a questo cataclisma, è necessario che il Governo si accolli almeno il 70% degli stessi, ritornando alla data economica del 31 Dicembre 2019, facendo finta di ripartire da quel momento.
Il settore alberghiero, la ristorazione e il turismo, sono i settori più colpiti, causando di conseguenza un effetto domino su tutti i comparti di altri settori delle aziende italiane.
Da non sottovalutare il crollo dei viaggi. Ricevere il 100% di disdette nel ramo dei viaggi, comporterà un'ulteriore periodo di stop alla fine di questa emergenza sanitaria, di almeno 6 mesi, dovuto alla paura e alla maggiore prudenza nel ritorno ad una vita normale.
Non dimentichiamo la perdita dei posti di lavoro, che limiterà al minimo le uscite per mancanza di liquidità.
Se si considera poi che le micro e medie aziende non riescono a far fronte nemmeno alle spese fisse mensili, come il pagamento delle bollette e di altri oneri, figuriamoci poter rispettare l'onere di pagare gli stipendi ai dipendenti.
Ci sarà una grande ondata di disoccupazione a cui si assoceranno gli stessi titolari che saranno costretti a chiudere le proprie aziende, innescando di conseguenza una disoccupazione senza precedenti, a cui il sistema Italia, privo di carburante per far ripartire l'economia, non sapra' far fronte.
Per questo chiedo al Governo di ascoltare seriamente le difficoltà dei piccoli e medi imprenditori, intervenendo con misure di sostegno forti per salvare le nostre aziende, così come è stato fatto negli ultimi anni con le banche, erogando vere e proprie somme di denaro (liquidità) e non attraverso i crediti di imposta.
Solo in questo modo si potrà dare la possibilità alle aziende di ripartire, evitando il default dell'Italia.
E' un grido di allarme che lancio dal mio piccolo mondo imprenditoriale, perché le piccole aziende sono la linfa di questo paese e non si può restare inermi.
Occorre reimpostare una politica di acquisto del prodotto interno, in modo da poter agevolare il Made in Italy e le aziende, attraverso degli sconti fiscali o altre forme di vantaggio, che porti l'italiano a rallentare gli acquisti da piattaforme e aziende straniere, portando l'utente ad incentivare quelle italiane.
Quello che il Governo non ha percepito, che come noi albergatori non siamo un paese facente parte tutti della stessa catena alberghiera, ma di piccole realtà familiari, così è per tutta la maggior parte dell'indotto aziendale italiano.
Per concludere voglio lanciare un messaggio a tutti i cittadini italiani, di fare squadra fin da subito dall'interno al fine di aiutarci l'uno con l'altro, senza aspettare che lo Stato faccia ulteriori provvedimenti, perché la perdita di tempo in questi giorni renderà sempre più complessa la sopravvivenza delle aziende, muovendosi già dove è possibile con l'acquisto di prodotti interni Made in Italy.
In futuro, appena possibile, torniamo a valorizzare l'acquisto del piccolo negozietto sotto casa e rivolgerci ad agenzie italiane di fiducia, evitando acquisti su piattaforme online straniere, per riscoprire luoghi vicini ma in realtà non conosciuti del proprio territorio.
Insomma torniamo venti anni indietro, quando il sistema era più genuino, dimenticandoci per un po' dei grandi sconti di concorrenza provenienti dall'Estero, attraverso i canali ad oggi a noi noti sul web.
Affidiamoci completamente al Made in Italy.
Perché con uno Stato che non risponde come dovrebbe, l'unica modo vincente per salvare il salvabile può essere questo.

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Viaje.real 31-03-2020
Il turismo non puó essere annientato dal virus
Hai esposto brillantemente e riassunto La situazione che stiamo vivendo e purtroppo chi vive nel e di turismo pagherà le conseguenze più amare di questa tragica situazione. Mi auguro che qualcuno dall'alto Capisca l'importanza del turismo e che una nazione come l'Italia vive soprattutto di esso!!
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Mario_whitehead 31-03-2020
Condivido in pieno
Ti ringrazio per il commento. Ci tengo a precisare che l'importanza di far ripartire il turismo, comporta di conseguenza la ripartenza di tutta la macchina aziendale italiana. Devono metterci in condizione di far ripartire tutte le aziende.
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Angela 05-04-2020
Amarezza
Concordo in pieno ,purtroppo ogni settore sarà sottoposto a dura prova .
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Mario_whitehead 06-04-2020
Vicini al baratro
Purtroppo ogni giorno che passa ed ogni perdita di tempo, nel portare liquidità alle aziende e alle famiglie, comporterà il caos, soprattutto nel meridione, dove aziende e famiglie sono da anni in difficoltà. La mancanza di una politica vera e la mancanza di organizzazione rispetto al Nord, farà vedere i risultati a breve termine se non si interviene con celerità.
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Amalia 13-04-2020
Tristezza
Questo virus sta portando sia al crollo psicologico che a quello economico, specialmente qui al sud dove molti vivono di turismo e ora è tutto fermo.
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Giovanna 13-04-2020
Rilanciamo il made in Italy
Occorre un piano economico proficuo e ben studiato per il settore turistico e per rilanciare il made in Italy ed i prodotti e le strutture dei singoli territori di appartenenza! Uniti e solidali si potrà e si dovrà ripartire reinvestendo anche in marketing territoriale e promozione a tutto tondo, e soprattutto viaggiando in Italia, non all'estero!
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Mario_whitehead 14-04-2020
Dare valore al made in Italy
Condivido in pieno sul rilancio del made in Italy, come accennato nell'articolo. È importante riuscire a fare sistema dall'interno, per poter ottenere dei risultati ed evitare il fallimento
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Eugenia 14-04-2020
bellissimo articolo
Ottima descrizione e articolo
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Mario_whitehead 15-04-2020
Grazie
Buongiorno Eugenia, ti ringrazio molto, spero che possa essere di aiuto a stimolare l'italiano nel dopo crisi a rivalorizzare il prodotto interno
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Manuela Iannacci 22-04-2020
Hai ragione
Purtroppo sarà un bruttissimo momento per la ristorazione italiana speriamo di venirne fuori il prima possibile...
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Mario_whitehead 22-04-2020
Vero Manuela
Dobbiamo solo avere la pazienza e la costanza di riuscire a fare un ennesimo sacrificio.



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