03 Dicembre 2022
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Cosa vedere a Gavorrano e dintorni in Toscana

Luoghi da visitare, Italia, Centro Italia, Toscana, Provincia di Grosseto
scritto da Mario Whitehead il 06-10-2022 11:00
Gavorrano, un tranquillo borgo dell'alta maremma, ancora allo stato quasi originale di un territorio che segnava il fulcro ed il centro nevralgico del lavoro nelle miniere.
Circondato da ettari di macchia mediterranea, castagneti, oliveti, siti archeologici etruschi ed ovviamente di tracce dall'attività mineraria, Gavorrano è il centro che insieme a tutto il circondario di questo territorio della Maremma, punta su una rivincita e valorizzazione della qualità ambientale, dove si mira a mettere in evidenza le risorse naturali, culturali e storiche di questi territori.
Le miniere non sono più attive, sono però il punto di forza per una conversione alla valorizzazione dei siti minerari ai fini turistico culturali, tanto da crearne il Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano, dove la visita si trasforma in un'esperienza unica ed affascinante.
Ma andiamo nei dettagli e vediamo cosa visitare.

Cosa vedere a Gavorrano


Centro Storico di Gavorrano

Circondato dalle mura della Rocca, la parte più antica di Gavorrano, la si riconosce agevolmente, con le torri quadrate e le feritoie strombate.
In questa parte del borgo, si trova la chiesa di San Giuliano, costruita nel 1792 sulle mura stesse della rocca originaria.
Infatti dal vivo si può notare come la Torre del Campanile nella sua parte inferiore sia antecedente al resto della struttura.
La chiesa al suo interno conserva una pregevolissima trecentesca scultura marmorea di Madonna con Bambino attribuita a Giovanni d'Agostino (capomastro del Duomo di Siena).
Nel centro di Gavorrano, esattamente in via Terranova 31, ha sede il Centro di Documentazione Davide Manni, un’importante sede dove sono conservati ed esposti reperti etruschi provenienti da indagini archeologiche del territorio circostante.

La Finoria Laboratorio Educazione Ambientale

Una struttura molto interessante, collocata esattamente subito fuori dal borgo, in via Monticello 66.
Mirata a valorizzare ed educare le persone all’ambiente, presenta: aule, laboratori e spazi attrezzati all'aperto, su un territorio di 8 ettari coperto di boschi e macchia mediterranea.
Una struttura di primo livello.
Il Centro storico di Gavorrano è molto piccolo e caratteristico, ma presenta nei suoi 19.000 ettari diversi punti di interesse storico culturale, tra cui:

Parco Minerario Naturalistico di Gavorrano

Tra i siti più caratteristici ed importanti della Toscana e d’Europa, per estrazione di Pirite, il Parco Minerario si presenta come un vero e proprio laboratorio, tra castelli minerari, chilometri di gallerie (oltre 100 km), grandi cave, villaggi minerari e gallerie-museo, dove si snodano percorsi suggestivi ed itinerari per lo studio e la formazione dell’archeologia industriale.
Far visita a questo Parco, vuol dire avere la possibilità di trasformarsi in veri minatori per un giorno.
Il tutto raccontato all’interno di questo articolo dedicato: Parco delle Colline Metallifere in Maremma

Teatro delle Rocce

Suggestiva ed affascinante struttura evocante un antico teatro greco, collocato all’interno del Parco Minerario, ricavato in una vecchia cava di calcare.
Oggi è adibito per ospitare spettacoli teatrali, concerti e convegni, con la capacità di ospitare fino a duemila spettatori.

Castel di Pietra di Gavorrano

Castello, attualmente in stato di abbandono, situato nell'estremità nord orientale del territorio di Gavorrano, è citato in un documento del 1067 come proprietà dell'Abbazia di Sestinga.
Di proprietà della famiglia Aldobrandeschi, passò successivamente ai Pannocchieschi, diventato famoso soprattutto perché tra le sue mura, Nello Pannocchieschi fece rinchiudere la moglie Pia de' Tolomei (ricordata da Dante nel quinto canto del Purgatorio) e successivamente, nel 1297, la fece uccidere gettandola da una finestra dello stesso castello, per sposare Margherita Aldobrandeschi. Questa vicenda, viene ricordata in una manifestazione annuale che si svolge nel mese di agosto nel borgo di Gavorrano con la rievocazione “Salto della Contessa”.
Nonostante il Castello oggi si presenta in completo stato di abbandono, sono visibili gli imponenti resti delle mura ed una torre, con rilevamento durante lavori di scavi archeologici di materiali di grande ricchezza riferibili al periodo trecentesco e reperti che segnalano la presenza certa di un insediamento stabile a partire dal periodo etrusco.

Insediamento Etrusco di Santa Teresa

Insediamento etrusco dove sono emerse alcune fattorie nella parte pianeggiante e cinque tombe a tumulo, tutte allineate nel bosco.
Per trovare la sua collocazione consiglio di aiutarsi con Google Maps.

Tumulo Etrusco di Poggio Pelliccia

Per raggiungere questo tumulo è molto semplice, seguendo una volta usciti da Gavorrano la strada in direzione di Ribolla.
Monumentale tomba etrusca utilizzata dal VII al V secolo a.C. ed appartenente ad una famiglia aristocratica vetuloniese.
Molto caratteristica, dove al centro del tumulo si trova la camera sepolcrale a cui si accede percorrendo un dromos scoperto, dove bisogna superare una porta (di cui rimangono architrave, stipiti e soglia) ed infine un dromos coperto.

Necropoli Etrusca di San Germano

La necropoli etrusca di San Germano si trova verso il versante del torrente Sovata.
Utilizzata per tutto il VI secolo a.C., è composta da oltre venti tombe a tumulo con caratteristiche similari.
Per via delle caratteristiche del terreno, solo poche tombe sono facilmente accessibili.

Bagno di Gavorrano, Ravi e Caldana

Gavorrano presente inoltre anche delle frazioni molto interessanti, tra cui: i centri di Bagno di Gavorrano, Ravi e Caldana.
Bagno di Gavorrano molto caratteristica perché, antica località termale conosciuta con il nome di Bagno di Nerone.
L’acqua, fino al 1955, sgorgava dal sottosuolo in una vasca circondata da edifici.
Successivamente, probabilmente anche per via dell'attività mineraria, le falde del bacino si sono abbassate, facendo così scomparire le acque termali.
La frazione di Ravi, conserva l'antica struttura medievale, con il suo castello.
Sulla collina dominata da Ravi, si trova la grotta dell'Artofago importante per la scoperta di reperti risalenti a circa 5000 anni fa (oggi esposti nel museo archeologico di Grosseto).
La frazione di Caldana, infine, è importante per la presenza della Chiesa di San Biagio, il cui progetto della facciata e degli interni viene attribuito da molti a Michelangelo Buonarroti.
Per concludere consiglio di visitare Gavorrano, perché grazie al suo progetto ambizioso nato nel 2003 con il Parco Nazionale delle Colline Metallifere, è ricco di opportunità per la conoscenza storico, culturale ed ambientale, che in abbinamento al progetto del Parco della Maremma, sono in grado di regalare un’esperienza, diversa, unica e formativa.
Ora non vi resta che prenotare un viaggio in questa magnifica tappa e ricordate di stipulare un'assicurazione di viaggio per evitare spiacevoli sorprese.







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Gavorrano a Grosseto, nel cuore della Maremma per raccontare un progetto di Turismo sostenibile
Gavorrano (@ig_gavorrano), un borgo che con le sue miniere di Pirite, uno dei centri di attività mineraria più importanti d'Europa, ha segnato il territorio dal punto di vista paesaggistico, ambientale e sociale.
Ho scelto di partecipare al #iawcontest Contest Italy Ambassador Awards @italyambassadorawards categoria Travel con tema Turismo sostenibile, per raccontare l'evoluzione di un territorio che ancora oggi è allo stato originario del periodo dell'attività mineraria, ma che dal 2002 attraverso la costituzione del Parco Nazionale delle Colline Metallifere @parcodellecollinemetallifere , assicura lo studio, la tutela, il recupero e la valorizzazione del patrimonio ambientale, in abbinamento alle attività portate avanti dalle associazioni della Maremma dei territori circostanti, che unitamente lavorano per regalare sostenibilità a questa zona con visite alle Porte del Parco; miniere; musei; grotte e riserve naturali; trekking a piedi, in bici e a cavallo; escursioni in canoa e barche a vela; laboratori didattici; eventi teatrali, musicali ed enograstronomici, per raccontare tutto ciò che la storia ha lasciato e che la natura può offrire.
Per creare sul territorio italiano il vero Turismo sostenibile, bisogna partire dall'inizio e studiare l'evoluzione delle realtà passo dopo passo.

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