06 Ottobre 2022
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Cosa vedere a Spoleto in un giorno

Provincia di Perugia, Umbria, Centro Italia, Italia, Luoghi da visitare
scritto da Mario Whitehead il 08-02-2022 08:00
Spoleto nel cuore dell'Umbria è stata una piacevolissima sorpresa.
Il suo centro storico ricco di arte e storia non può che catturare e lasciare un ricordo in chi la visita.
Fare visita a Spoleto, vuol dire immergersi ed iniziare un percorso delle città d'arte dell'Umbria.

Dove si trova Spoleto


Spoleto si trova in Umbria esattamente in provincia di Perugia.
Questa città collocata a sud della regione, a poca distanza dal confine con il Lazio è caratterizzata con il suo centro storico in un continuo sali e scendi.
Questo territorio molti secoli addietro faceva parte di un grande lago, noto come Lacus Umber che finì prosciugato grazie ad opere di bonifica, in epoca medievale.
Per questo motivo la zona è conosciuta anche come valle umbra.

Cosa Vedere a Spoleto


Spoleto fonda le sue origini nella preistoria.
La sua posizione dominante, sul colle di Sant'Elia, la rese prosperosa già durante l'età del Ferro per poi successivamente fortificarsi attraverso delle mura ciclopiche in pietra calcarea risalenti al V secolo avanti Cristo.
Divenuta colonia romana passò in una fase successiva a Longobardi e Franchi, ma durante il periodo del Rinascimento la città di Spoleto passò dall'essere un centro prettamente strategico, come centro culturale, attraverso la promozione di ricerche storiche, scientifiche, artistiche e umanistiche attraverso l'elaborazione di corsi, laboratori e incontri.
Visitare il centro storico di Spoleto, vuol significare ammirare la bellezza e lo stile unico che la contraddistingue e, nonostante sorga sul colle, con il suo Sali e scendi, non è poi così faticoso da attraversare, grazie alle scale mobili che corrono lungo il crinale della collina e che permettono a decine di turisti e soprattutto alle persone anziane e diversamente abili di transitare ogni giorno.
Tra le tappe assolutamente da non perdere nella visita alla città ci sono senza dubbio la Rocca con l'adiacente ponte delle Torri, ed il spettacolare Duomo, oltre agli antichi resti romani sparsi per la città e i suggestivi vicoli che si succedono nelle strade, per terminare al percorso di enogastronomia locale.

Rocca Albornoziana


Appena arrivati in città si nota subito questa magnifica rocca Albornoziana che domina l'intera area del centro storico di Spoleto.
Nonostante la sua posizione rialzata, tanto da spaventare la vista per raggiungerla, non sarà difficile arrivarvi, imboccando la successione di scale mobili che salgono su tutto il colle Sant'Elia.
Questa rocca fu voluta fortemente da papa Innocenzo VI, per rafforzare il potere della chiesa nei territori dell'Italia centrale.
La rocca rientra in un sistema di fortificazioni eretta in occasione del ripristino di Roma come sede pontificia.
L'interno della Rocca è suddivisa da un piano terreno composto da stanze di servizio della rocca, come cucine, laboratori e gli uffici per i funzionari, mentre al piano superiore si trovavano le residenze dei governatori e dei personaggi illustri.
Questi spazi sono collegati al cortile da un doppio loggiato, con al centro un pozzo di forma esagonale che raccoglieva l'acqua piovana al fine di garantire sufficienti rifornimenti idrici alla rocca.
Un arco coperto, affrescato con lo stemma di papa Gregorio XIII, mette in comunicazione i due cortili.
Proseguendo, si trova un'imponente scala, che permette di raggiungere il piano rialzato dove si trova una delle sale più importanti di tutta la rocca Albornoziana di Spoleto: il salone d'onore.
Questo salone utilizzato per ospitare banchetti, feste e cerimonie è un vero gioiello di architettura.
Proseguendo si arriva a visitare le varie torri , tra cui la torre Maestra che è, tra tutte e sei, la più alta ed imponente, per poi continuare verso le torri della Balestra, torre Nuova, Torre dell'Acqua, la Torretta o torre del Tinello e la Torre del Forno.
Con il passare dei secoli, la rocca Albornoziana perse progressivamente di importanza, tanto da ospitare le prigioni cittadine dagli inizi dell'ottocento, fino al 1982.
Nel 2007 venne aperta al pubblico, con l'installazione al suo interno del museo nazionale del ducato di Spoleto, per consentire ai turisti di scoprire le testimonianze della storia di Spoleto.

Ponte delle Torri a Spoleto


Nel fare visita alla rocca Albornoziana passeggiando, non si può non notare il celebre Ponte delle Torri, simbolo della città di Spoleto.
Questo ponte, di origini antichissime, è stato recentemente chiuso al passaggio pedonale per ristrutturazione, al fine di dare stabilità alla struttura, pesantemente colpita dai vari sismi.
Il ponte delle Torri, altro pezzo di architettura, facente parte di un acquedotto romano, attualmente scavalca il corso del torrente Tessino che, nei secoli scorsi, scorreva molto più in superficie, ma che nel tempo ha continuato ad erodere il terreno, fino ad innalzare questo ponte a circa ottanta metri.
Al di là del ponte si trova una seconda fortezza, chiamata Fortilizio dei Mulini, costruita per sorvegliare il ponte ed essere utilizzata come mulino, in funzione fino ad un paio di secoli fa.
Il ponte delle Torri serviva a completare il fabbisogno idrico della rocca Albornoziana scendendo poi verso il centro di Spoleto, fino ad arrivare alla fontana del Mascherone, dove poi veniva dirottata verso i vari pozzi cittadini.

Duomo di Spoleto – Cattedrale di Santa Maria Assunta


La visita a Spoleto vi lascerà senza fiato quando giungerete in piazza del Duomo.
Questa piazza composta da una lunga e larga scalinata parte dal centro della piazza e si allunga in direzione opposta al Duomo.
Un vero e proprio spettacolo.
Il duomo di Spoleto, la cattedrale di Santa Maria Assunta, ha origini antichissime, costruita tra la metà del XII secolo e gli inizi del secolo successivo su di un edificio religioso già esistente risalente all'VIII secolo, la chiesa di Santa Maria del Vescovato.
Particolare è il campanile, caratterizzato da una bifora per lato che dà sulla cella campanaria.
Sul portico è presente un terrazzo, utilizzato per l'esposizione di icone sacre durante le feste religiose.
Di notevole rilevanza è la nicchia centrale, in cui si trova l'opera del 1207 Cristo in trono tra la Madonna e San Giovanni Evangelista.
Gli interni, in stile barocco, suddivisi su tre navate in cui si susseguono sei campate.
Davvero magnifiche le cappelle che si susseguono sulle navate laterali.

Tra queste assolutamente da visitare con attenzione:
- la cappella delle Santissime Icone, con architetture del XVII secolo e icone della Madonna.
Nome derivante dall'icona bizantina risalente all'XI e XII secolo, donata alla città da Federico Barbarossa in segno di pace, per rimediare al saccheggio avvenuto circa trent'anni prima.
La cupola interna decorata da un reticolo dorato, richiama il colore largamente utilizzato negli affreschi, negli stucchi e nel tabernacolo che contraddistinguono questa cappella;

- la cappella del Santissimo Sacramento, per rendere omaggio allo Spirito Santo.
Risalente per lo più al XVI secolo, riconoscibile dai quindici affreschi che decorano il soffitto, impreziositi da stucchi a forma di rosette e teste di putto;

- la cappella di Sant'Anna.
Un'altra delle meraviglie del duomo di Spoleto, insieme anche al pavimento romanico su cui non è possibile camminare.
Questa cappella presenta degli affreschi databili tra il XIV e il XVI secolo.
Le scene prodotte definiscono quanto fosse importante la fede nell'ultimo periodo del medioevo;

- la cappella delle reliquie.
Caratterizzata sui tre lati da dei preziosi arredi in legno abilmente intagliato, che sorreggono numerosi dipinti.
Questi arredi denominati “ l'Armadio delle Reliquie” risalgono alla metà del XVI secolo.
All'interno si trova custodita una lettera del 1222 scritta da San Francesco d'Assisi e indirizzata a Frate Leone.
Dalla canonica infine si accede alla cripta risalente al IX secolo, unica parte rimasta della cattedrale di Santa Maria Assunta dell'antico edificio alto medievale.
La città di Spoleto è ricca di Chiese ed ognuna per la propria particolarità merita di essere visitata.

Le Chiese di Spoleto


Palazzo Arcivescovile e Chiesa di Sant'Eufemia.
L'intero palazzo si basa sul vecchio monastero benedettino, che venne costruito a più riprese.
All'interno del cortile del palazzo Arcivescovile è presente un bellissimo portico di origine cinquecentesca che permette l'accesso al museo diocesano nell'ala conosciuta come “Appartamento del Cardinale“.
All'interno del museo diocesano sono presenti porte cinquecentesche e dipinti ai soffitti risalenti al XVIII secolo, oltre a quadri e sculture, tra cui il celebre busto di Urbano VIII, realizzato da Gian Lorenzo Bernini.
L'edificio venne adibito a palazzo Vescovile nel XII secolo.
Al lato opposto dei portici, si trova invece la chiesa di Sant'Eufemia, la cui origine è degli inizi dell'XI secolo, in stile romanico, composta da tre navate e con due gallerie che si sviluppano sopra le navate laterali.

Chiesa di San Ponziano.


Complesso che ospita anche un monastero e una casa di accoglienza, posizionato sul vicino colle Ciciano, visibile chiaramente da svariati punti del centro storico di Spoleto.
Una delle parti più interessanti della chiesa di San Ponziano è però la sua cripta.
Nella cripta si trovano diversi resti contenuti in sarcofagi, tra cui quello che conteneva il corpo di San Ponziano.
Nella parte sinistra della cripta è collocata una grata dove le suore di clausura potevano seguire le celebrazioni.

Chiesa di San Filippo Neri.


Costruita intorno alla metà del XVII secolo, dopo la canonizzazione di San Filippo Neri.

Chiesa di San Nicolò.


Costruita agli inizi del XIV secolo su iniziativa dei frati eremiti di sant'Agostino, fa parte di un grande complesso monumentale, comprendente anche un convento e due chiostri, utilizzato oggi come centro espositivo e centro congressi.

Chiesa di San Salvatore.


Ad oggi purtroppo non accessibile a causa dei danni riportati negli ultimi anni per via del terremoto.
Questa chiesa è importante perchè ha portato il riconoscimento UNESCO a Spoleto nel 2011, ed iscritta nella lista del patrimonio dell'umanità per la serie “Longobardi in Italia: i luoghi del potere“.

Ex Chiesa di Santa Maria della Manna d'Oro.


Struttura ottogonale, collocata dietro al teatro Caio Melisso, costruita tra il XVI e il XVII secolo.
Realizzata per celebrare la protezione che, nel 1527, venne riservata alla città di Spoleto quando la città di Roma venne saccheggiata.
Dagli anni ottanta dello scorso secolo viene impiegata come centro espositivo.

Teatro Caio Melisso


Dalle scale che salgono oltre il duomo, sulla sinistra si trova il teatro Caio Melisso, il teatro più antico di tutta la città di Spoleto.
La posizione di questo edificio è senz'altro molto privilegiata, perché a pochissimi passi dal Duomo.
La costruzione dell'attuale edificio risale al cinquecento, ed è utilizzato tutt'ora, come teatro cittadino affiancato al teatro nuovo.

Casa Menotti


Deve il suo nome a Giancarlo Menotti, compositore italiano vissuto a cavallo tra il novecento e gli anni duemila, che abitò questa casa fino alla sua morte nel 2007, ideatore e collaboratore per la realizzazione del festival dei due mondi di Spoleto.
Nel 2010 il palazzo venne acquistato dalla Fondazione Monini per trasformarlo nella sede del Centro di documentazione del Festival dei Due Mondi, un museo che raccoglie al suo interno la documentazione dei festival dal 1958 ad oggi.
La visita è accompagnata dalla dotazione di un I-Pad all'ingresso.
Il museo si snoda su tre piani:
- al primo piano è presente un approfondimento sulla storia del festival ripercorsa attraverso souvenir, video e fotografie oltre che materiali di scena;
- al secondo piano è presente la casa di Giancarlo Menotti con un pianoforte al centro della stanza e dei leggii con spartiti che ripercorrono la vita di questo compositore;
- nella terrazza all'ultimo piano si rivive il luogo che Menotti utilizzava per accogliere i suoi ospiti con aperitivi e conversazioni, oltre che per offrire loro un punto di vista privilegiato sugli spettacoli che andavano in scena in piazza Duomo.
Il palazzo di Casa Menotti venne costruito nel cinquecento e presenta uno stile estremamente semplice, composta nella parte alta dell'edificio da tre archi che scandiscono lo spazio dedicato al terrazzo con affaccio diretto su di una delle piazze più belle d'Italia.

Via di Visiale – Archi e Casa Romana


Via di Visiale, caratteristica perché intervallata da svariati archetti che collegano, i palazzi dirimpettai.
Su via di Visiale si trova anche la Casa Romana, una delle attrazioni di Spoleto.
Questa ad oggi è con ogni probabilità la casa più antica di tutta la città e risale al I secolo dopo Cristo.
Entrando al suo interno si possono vedere i pavimenti in mosaico originali e la struttura tipica delle case patrizie di quel tempo.
Un corridoio collega all'atrium, in cui si trova l'impluvium dotato di cisterna e il compluvium aperto sul soffitto.
Sui lati sono ancora visitabili delle sale secondarie, dotate anch'esse di mosaici.
Gli altri spazi da vedere sono il tablinum, sala di rappresentanza della casa, e il triclinium, posto in maniera sopraelevata e decorata con affreschi in parte arrivati fino a noi.
Per concludere vi è il peristilio, giardino dotato di un porticato con la presenza ancora oggi di alcuni frammenti di colonne.
Sopra alla casa Romana venne poi costruito il palazzo del Comune.

Palazzo Comunale di Spoleto


Il potere comunale venne trasferito in questo palazzo nel 1296, dopo essere stato restaurato proprio per ospitare questa funzione.
Del palazzo comunale, la parte più antica è l'alta torre che svetta al suo centro, risalente al XIII secolo e dotata di una meridiana a doppio quadrante posta sotto la cella campanaria.
Nel corso degli anni il palazzo subì diversi ampliamenti e ristrutturazioni fino ad inglobare anche palazzo Brancaleoni.
All'interno del palazzo comunale ci sono diverse sale degne di nota, tra cui la cappella palatina di San Ponziano, eretta nel 1711 e dotata di stucchi che rappresentano la vita religiosa e cittadina di Spoleto e la sala delle Stelle o la sala dei Duchi.

Fontana del Mascherone


Quando ci si passa davanti non potete sbagliarvi, proprio per via del suo aspetto.
Deve il suo nome al volto dai lineamenti umani e felini.
Fu costruita nel 1600 come omaggio al generoso intervento di Papa Clemente XII, che restaurò l'antico acquedotto di Spoleto.

Piazza del mercato e la Fontana


Conosciuta anche con il nome di piazza del Foro, questo era il luogo principale in cui avvenivano scambi e si sviluppava il commercio in epoca romana.
Su piazza del mercato si affacciano diversi locali, per tutti i gusti, tra pizzerie, ristoranti, gelaterie ed altre attrattive per rifocillare ed intrattenere turisti e cittadini.
A suscitare l'attenzione è però la Fontana di piazza del mercato, conosciuta anche come Fonte di Piazza.
Arrivando in Piazza, da lontano, sembra di avere davanti agli occhi la facciata di una chiesa, ma successivamente prestando più attenzione si nota che è una fontana.

Arco di Druso e Germanico


Uno spettacolo di epoca romana, all'interno del centro storico di Spoleto.
Un arco romano costruito nel 23 dopo Cristo ottimamente conservato nel bel mezzo dell'omonima via.
L'arco di Druso e Germanico è costruito in pietra calcarea, con decorazioni minime.
L'arco rappresentava l'ingresso monumentale al Foro cittadino e venne titolato a Druso Minore e Germanico, il figlio naturale e quello adottivo dell'imperatore Tiberio. L'arco, riscoperto nel secolo scorso è solo in parte totalmente scoperto, mentre l'altro lato risulta ancora inglobato nelle abitazioni che vi si appoggiano.

Piazza della Libertà


Caratteristica per la presenza di alcuni edifici storici, come il palazzetto con la facciata contenente l'orologio, il palazzetto Ancajani, il palazzo Ancajani e il palazzo dell'Arcone, oltre il vicino (e ribassato) teatro romano.

Piazza Pietro Fontana


Particolare per la fontana dei Maccabei, spostata qui agli inizi del XIX secolo.
Molto carine anche le facciate color pastello degli edifici.

Teatro Romano di Spoleto


Una vera sorpresa è la presenza di un antico teatro romano dentro ad una cittadina così piccola.
Di forma semicircolare, risale al I secolo avanti Cristo, ed oggi ancora utilizzato per alcuni spettacoli e rassegne teatrali.

Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti


Teatro capace di accogliere circa 800 persone e ciò lo fa diventare il teatro all'italiana più capiente di tutta la regione Umbria.
Come suggerisce il nome si tratta di una struttura abbastanza recente, venne infatti aperto nel 1864 su pressioni della borghesia cittadina che riteneva il teatro Caio Melisso troppo piccolo per ospitare tutte le persone che avrebbero voluto assistere alle opere.

Porta Fuga


Struttura molto particolare, rappresentata da un arco a tutto sesto che al suo interno comprende una seconda porta, dalle dimensioni più piccole, con un arco tondo.
Costruita come ingresso nelle mura che circondavano la città, Porta Fuga prese il suo nome dopo che Annibale aveva sconfitto i romani al Trasimeno, fatta per celebrare il valore della città di Spoleto come colonia umbro-romana capace di mettere in fuga i cartaginesi diretti alla conquista di Roma.
A celebrare questo avvenimento è collocata sopra l'arco un'iscrizione posta sopra all'arco tondo.

Torre dell'Olio simbolo di Spoleto


Dopo aver attraversato Porta Fuga ci ritroviamo davanti Torre dell'Olio, inglobata in palazzo Vigili, ma ben distinguibile, grazie alla sua Torre.
Risalente al XII secolo, è ben distinguibile grazie ai suoi 45 metri e mezzo di altezza.
Il nome di Torre dell'Olio deriva dall'abitudine di versare olio bollente dalle torri per difendersi da eventuali attacchi o persone che tentavano di arrampicarsi in epoca medioevale.
Ad oggi non è possibile visitare gli interni della torre dell'Olio, perché appartenente a privati cittadini.

Per concludere, posso dire che Spoleto è una bellissima cittadina dalle dimensioni contenute.
Se organizzati, in una o due giornate, a Spoleto avrete la possibilità di visitare tutti i monumenti e di apprezzarne a fondo la storia e l'arte che li contraddistinguono.

Non vi resta che conservare l'articolo e programmare una visita a questa magnifica città.
Saluti, Mario Whitehead

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