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Semola battuta in brodo: I Mambricoli di Lucera

Paese che vai usanze che trovi,
Travel food blogger
scritto da Mario Whitehead il 21-12-2020 08:00

I Mambricoli di Lucera: sveliamo la ricetta della nonna.
I Mambrikule (detto nel nostro dialetto lucerino) è un piatto caratteristico, unico e gustoso in cui la semola è protagonista nel piatto tipico di Lucera“

Potremmo dire: da Lucera con furore “I Mambrikule

Dall'aspetto simile al couscous per la presenza della semola, i Mambricoli di Lucera (“mambrikule”) si preparano con pasta di semola e uova e si condiscono con brodo di gallina, prezzemolo e formaggio.

La semola battuta è di provenienza antica, tra le poche ricette la cui patria indiscussa può essere fissata nella mia città “Lucera”.

Il Tavoliere delle Puglie grazie alla sua immensa pianura foggiana è qualcosa di particolare e quasi unica.
Il suo terreno infatti, regala ogni anno una quantità enorme di prodotto.
Non a caso il Pastificio più grande e più importante d'Italia nella produzione di pasta fresca, quello di Giovanni Rana, si rifornisce di materia prima proprio dei prodotti del Tavoliere delle Puglie, per raccontare l'innovazione e la tradizione della sua pasta fresca.

Tutti siamo a conoscenza che l'Italia è tra le nazioni a più alta densità di ricette tradizionali, basta percorrere infatti pochi chilometri per ritrovarsi immersi in intere enciclopedie gastronomiche, con proprie caratteristiche ed usanze.
Ecco perché nel nostro Paese esiste un detto che dice: “Paese che vai, usanze che trovi”.
La bellezza della gastronomia sta nel fatto che ognuno di noi ha propri ingredienti, quantità, metodi di preparazione o di cottura e ricette sempre simili ma mai uguali.
I mambricoli, o mambrikule, ad esempio, sono un tipo di pasta fresca tipica di Lucera, presente anche un po' in tutto il territorio foggiano.
Molti nel vederlo lo accomunano al couscous, altri li potrebbero identificare simili ai grattini classici venduti al supermercato da molte marche italiane importanti di pasta, ma posso assicurarvi che questi descritti sotto in ricetta, sono di un sapore unico e particolare, impossibili da trovare in commercio.
Il nome, così particolare, deriva dal fatto che sono stati uniti due termini: “mani” e “briciole” che voleva per tradizione la mattina di Natale, unire, madri e figli o nonni e nipoti, nell'adoperarsi insieme per la preparazione di questo impasto.
All'epoca infatti, una volta preparato l'impasto erano i bambini a ridurlo a pezzetti, sbriciolandolo, rendendolo così in briciole.
Ancora oggi, porto questo ricordo della mia nonna materna, come se fosse ieri.
Quando di primo mattino mi recavo a trovarla, la vedevo cimentarsi nel preparare questo impasto, a volte coinvolgendomi nell'aiutarla, più per gioco, nella fase dello sbriciolamento.
Un piatto, che nella preparazione può essere anche una motivazione per coinvolgere i propri figli e renderli così partecipi, facendoli sentire dei piccoli cuochi per un giorno.
Un piatto ideale da preparare e da degustare oltre al periodo di Natale, proprio in tutto il periodo invernale, grazie alla presenza del brodo, che possiamo annoverare tra i piatti migliori in inverno, perché caldo e salutare.
Ma andiamo nello specifico e vediamo materialmente come preparare questo piatto, attraverso la ricetta della nonna.


Preparazione della Semola battuta per 5 persone
•500 g. Semola di grano duro rimacinata
•3 Uova (medie)
•100 g Pecorino grattugiato (grattugiato)
•1 ciuffo Prezzemolo tritato

Prima di iniziare, occorre dotarsi di un tavoliere in legno per impastare.
Mescolate sul piano di lavoro la semola con le uova intere, il pecorino e il prezzemolo tritato finemente.
Mescolate per bene cercando di compattarlo al meglio.
Il composto dev'essere piuttosto asciutto.
Per garantire che il composto sia arrivato al punto giusto, dovete sentirlo nelle mani abbastanza duro e non troppo molle.
Formate un panetto, copritelo con un telo e lasciatelo riposare 15-20 minuti.
Ogni tanto rivoltatelo sul tavoliere e date qualche colpo, per renderlo compatto.

Per concludere la ricetta ed assicuravi un gusto unico di altri tempi, “I mambrikule”, vanno cucinati prettamente nel brodo di gallina (come d'usanza dei nostri nonni) o in alternativa con un brodo misto di carne o di pollo.

Buon divertimento e soprattutto buon assaggio dei “Mambricoli”.

Consigli:







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