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Turismo 2022: analisi turismo in Italia

Lifestyle, Gestire un hotel
scritto da Mario Whitehead il 18-08-2022 17:00
Giunti ormai verso la fine del mese di Agosto 2022, come esperto del settore della ricettività e come travel blogger, posso iniziare a tirare le somme per questo anno 2022 che doveva segnare la ripresa finale del turismo italiano, con una forte crescita e slancio per l’anno 2023.
Da albergatore e da blogger in giro per l’Italia, vedendo con occhio clinico da entrambi le posizioni sono in grado di dare il mio responso finale sulla situazione turismo in Italia.
Il 2022 doveva essere lo slancio definitivo per una riprogrammazione del settore, che doveva iniziare ad intensificare sugli investimenti per rilanciare il grande progetto turistico italiano.
Invece ahimè, ho visto tanta voglia di fare da parte degli operatori del settore, ma tante difficoltà nel riuscire a strutturare una ricettività professionale ed in grado di rispondere al 100% alle richieste.
Analizziamo i vari punti di vista che hanno messo in difficoltà gli operatori ed il turismo che si è affacciato sul panorama turistico italiano.
Partendo dagli operatori del settore, ho notato e constatato un forte incremento dei prezzi dovuti purtroppo al caro energia ed aumenti dei costi in generale.
Nel paragonare gli aumenti effettuati ed i costi fronteggiati, posso confermare che questa inflazione ha praticamente azzerato gli incassi, in quanto le tariffe in aumento imposte non riuscivano a star dietro ai continui aumenti mensili delle materie prime e servizi di fornitura del settore hotellerie e non.
Dal punto di vista dell’organizzazione, molti operatori in giro per l’Italia non sono riusciti ad organizzarsi al meglio, dovendo riorganizzare le proprie aziende per mancanza di personale dovuto al reddito di cittadinanza, comportando nel settore un ulteriore aumento dei costi di gestione.

Turismo 2022 - falsa crescita per l’Italia


Nei Tg nazionali si è sbandierato molte volte in questi mesi, che nel 2022 il flusso dei turisti era maggiore rispetto agli scorsi anni.
Da albergatore e da travel blogger, indagando in giro per l’Italia durante i miei viaggi lavoro, ho potuto constatare personalmente che da Foggia a Lecce, passando da Grossetto, Firenze, Pisa ed altre località del Nord Italia, il turismo italiano ha registrato la metà delle presenze rispetto allo scorso anno.
Questa indagine svolta personalmente da me, è stata effettuata nelle diverse strutture alberghiere e non, chiedendo in giro ai diversi operatori, ristoratori, organizzatori di tour, etc. confermando ciò che avevo constatato con i miei occhi.
Posso dire con certezza, di essere ancora lontani dai livelli pre-pandemia.
Le presenze e le prenotazioni sono variate molto in base all’incognità Covid di questa estate, facendo muovere spesso la gente all’ultimo minuto e comportando anche molte disdette all’ultimo minuto, differentemente dallo scorso anno, dove si è stati praticamente inondati dal doppio flusso di turisti, quelli organizzati e dagli indecisi dell’ultimo minuto.
La differenza rispetto allo scorso anno è, che le aziende italiane con il guadagno dello scorso anno, hanno coperto i forti debiti accumulati durante il periodo Covid, mentre quest’anno assorbiti dall’inflazione, non portando quindi nessun beneficio, ma solo tanta paura ed incertezza per i prossimi mesi, nell’attesa di vedere cosa succederà quando il grande flusso inizierà a fermarsi.
Altro aspetto fondamentale che un po' è mancato quest’anno è l’afflusso del turismo di vicinato, di valorizzazione dei territori vicini, scegliendo invece nella maggior parte dei casi nuove destinazioni estere, tra cui le più gettonate, Grecia, Egitto, Spagna e Portogallo, questo molto probabilmente dovuto al divario del caro prezzi e al mancato intervento del Governo Italiano, nell’affrontare con più incisione il caro energie che ha praticamente massacrato le aziende italiane comportando il grande aumenti dei prezzi.
La tipologia di destinazione scelta in Italia: città d’arte in forte ripresa rispetto lo scorso anno, destinazioni lacuali e balneari che tendenzialmente anno perso qualcosa rispetto allo scorso anno (tra cui il grande calo notato nella mia Puglia), montagna con alti e bassi.

Il turismo internazionale: ancora lontani da una vera ripresa


Dal punto di vista dei flussi internazionali, possiamo dire che in giro si sono visti molti tedeschi, francesi, spagnoli e americani, ma è mancato il grande afflusso dei russi, praticamente assenti, dimezzando le presenze nelle loro località preferite.

Il turismo domestico per la crescita interna


Se c’è qualcuno a cui si devono i decisi segni di ripresa in questi due anni del turismo italiano, quel qualcuno sono proprio gli italiani.
Se è vero che il caro energia ha spinto diverse persone a prenotare le vacanze all’estero, c’è da dire che comunque la maggior parte degli italiani ha apprezzato la riscoperta dei borghi e del turismo di vicinato, mantenendo così una tendenza che si spera in futuro regali una destagionalizzazione per lavorare su un turismo mirato a 360 gradi, con durata sull’intero anno.
Fare previsioni per il 2023 non è semplice: in un contesto in cui l’inflazione continua a salire e con gli scenari internazionali in forte contrasto tra loro, sono convinto che le sorti di molte aziende italiane e del turismo in Italia, si decida nel periodo tra Ottobre e Novembre, quando capiremo realmente verso che futuro saremo indirizzati.
In questo momento, non ci resta che sperare che tutte le ostilità cessino per confidare in un decollo finale di un settore che ha sempre trainato l’Italia e che può garantire oltre la ripresa dell’Italia, un forte sviluppo e crescita ulteriore per il nostro Paese.

Saluti, Mario Whitehead.





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